
La specialità del poker chiamata Omaha è molto simile a quella del più celebre Texas Hold’em, anzi: praticamente la si può considerare una semplice derivazione del Texas Hold’em. Il gioco era praticato già dagli anni 70 ed era conosciuto con nomi diversi nei diversi stati americani. Negli anni 80 questa specialità ha conosciuto molto successo e, nell’ambiente dei casinò, si è deciso di regalarle un nome definitivo e universale. Dal momento che il Texas è uno stato del sud degli Stati Uniti, si è pensato di chiamare questa specialità con il nome di una città del nord degli Usa, del Nebraska per la precisione: Omaha, infatti, è una città del Nebraska, proprio al confine con lo Iowa.
Differenze dal Texas Hold’em
Tra la specialità Omaha e Texas Hold’em le differenze sono poche, sostanzialmente due. Anche Omaha ha come caratteristica fondamentale la presenza delle cosiddette “carte comunitarie”, cinque come nel Hold’em. La prima differenza è che in questa specialità le carte personali di ogni giocatore (hole card) sono quattro e non solo due. La seconda differenza, quella più importante, che rende la specialità Omaha un po’ più difficile, è l’obbligo per i giocatori di formare il miglior punteggio del tavolo con almeno due delle proprie carte. Ecco quindi la complicazione, che spiazza chi, abituato al Texas Hold’em, inizia a cimentarsi con l’Omaha. Facciamo un esempio: tra le carte comunitarie ci sono quattro cuori; il giocatore ha un asso di cuori e tre carte di segno diverso da cuori: il giocatore non potrà fare colore, perché deve usare almeno due carte tra quelle che ha in mano.
Fasi di gioco
Come prima cosa il primo giocatore dopo il mazziere (o il dialer), versa la propria quota del buio (prestabilito) e quello a lui successivo versa il controbuio (il doppio). A questo punto Il mazziere distribuisce quattro carte a testa, una alla volta. A questo punto partono i giri liberi di rilanci alla stessa maniera del Texas Hold’em. Le fasi prevedono quindi il Flop: il mazziere scopre tre carte sul tavolo, segue giro di puntate; il Turn: il mazziere scopre la penultima carta comunitaria, altro giro di scommesse; il River: l’ultima carta comunitaria viene scoperta, si scommette ancora. Fase finale lo Showdown: i giocatori fanno vedere il loro gioco. Per vedere il meccanismo di queste fasi di gioco collegati alla pagina del Texas Hold’em.
Considerazioni
Come già detto le regole sono davvero simili a quelle del Texas Hold’em, ma la sola regola che prevede l’uso di due carte private e tre comunitarie rivoluziona completamente le tattiche e i sistemi di gioco. Come spiegavamo più in alto, il dover utilizzare due carte tra quelle in mano complica, ma rende anche più interessante ed avvincente, la situazione di gioco. Pensate: se avete un tris in mano, potendo usare solamente due delle carte private, al massimo quella sarà una coppia. Capiterà quindi, almeno all’inizio, di avere un tuffo al cuore pensando di avere una mano imbattibile e di doversi poi immediatamente ricredere. Ma, non appena aumenta la pratica, la specialità Omaha vi piacerà moltissimo, forse più del poker Hold’em, proprio perché più combattuta e sofferta. Il resto delle deduzioni a voi.